CE Montagna 2019 Oratorio San Filippo Neri
e Sant'Agnese
- Oggiono -
CE Mare 2019
Oratori S. Filippo Neri e S. Agnese
"Dove va uno, andremo tutti"
Inserito il 2004-05-29 11:35:56 - Autore: Marta Fumi - Letto 1165 volte.


Dopo la bellissima esperienza della settimana di deserto in tempo pre-pasquale, quest’anno (per la prima volta!) l’Oratorio di Oggiono ha proposto a noi adolescenti della parrocchia un’esperienza nuova, ancora una volta all’insegna dello stare insieme nel Signore, “per annunciare dappertutto il suo Vangelo”, proprio come gli Apostoli che dalla presenza del Risorto e dalla forza dello Spirito Santo hanno trovato il coraggio di annunciare la Buona Notizia.

Questa esperienza consisteva in una “convivenza”: tutti gli adolescenti erano chiamati a vivere per cinque giorni insieme, nell’amicizia e nella condivisione: in questo breve periodo l’Oratorio è stato la nostra casa; gli amici, i nostri fratelli; il don e gli educatori che ci hanno accompagnato in questa esperienza (Chicco ed Ica), i nostri “fratelli maggiori”.
L’esperienza ha preso avvio Domenica 25 aprile, con la Via Lucis delle 18.15 nella chiesetta di Sant’Agata, per concludersi poi Giovedì 29, con la Celebrazione Eucaristica delle 6.30.

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La giornata-tipo era costituita da diversi momenti: sveglia alle 6.30, preghiera e colazione al bar alle 7.00, poi tutti a scuola. Dopo scuola, pranzo a casa propria, e fino alle 15.15 ad ognuno era lasciato del tempo per stare un po’ a casa, cambiarsi, sistemarsi, prendere il materiale scolastico occorrente, ecc. prima di correre all’Oratorio, dove tutti svolgevano i compiti di scuola. Con la pausa delle 18.00, ciascuno poteva dilettarsi giocando a pallavolo, basket, calcio, o semplicemente chiacchierando con amici e amiche, in attesa delle 19.00, l’ora della cena. Che buoni i “pranzetti” che mamme e papà disponibili e volenterosi (con l’aiuto silenzioso e sempre presente di Renza!) preparavano per noi!!

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Dopo la cena, iniziava la serata, animata da momenti diversi di volta in volta, ma che tutti avevano in comune lo stesso brio ed entusiasmo da parte nostra.
Ricordo ad esempio lunedì sera la visione del film “L’Albatross. Oltre la tempesta”, bellissimo film sul quale però non mi dilungo, perché sennò dovrei scrivere un articolo a parte, per non rischiare di “andare fuori rotta”; dico solo che è stato molto significativo per noi perché proprio da questo film è stata tratta la “frase-motto” del nostro stare insieme: “Dove va uno, andremo tutti”.
Come hanno detto i ragazzi protagonisti del film, infatti, ognuno di noi deve sentirsi “colla” del gruppo, una colla che unisce il nostro gruppo ado attorno a Gesù, con Lui al centro. Per chi non ha avuto modo di vedere il film, beh, se vi capita l’occasione, non lasciatevelo scappare!

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Le altre serate consistevano in partite più o meno improvvisate di pallavolo/calcio/basket (indimenticabili i tiri record di Paola a canestro!), tornei di scala 40 o di un gioco per me nuovo che alloggia in aula3 (acc... non mi ricordo il nome!) con domande e risposte assurde (un esempio? Vediamo chi riesce a rispondere: Di che colore è il cielo di Marte?), con il quale ho sfidato una sera Michele e Giorgio (ma tanto non ho vinto!), degustazione di “mousse al cioccolato” preparate da improvvisate pasticcere su proposta di Letizia (un po’ dolci ma buone! …le mousse, non le pasticcere!), chiacchierate musicali “tra fanciulle” e disperati tentativi di convincere qualcuno che la musica… “Musica”, non è quella da discoteca (oh Erica! Solo tu puoi capirmi!), momenti di risate e momenti di serietà... insomma, stando insieme con uno scopo, il tempo volava!! Le nostre serate si concludevano intorno alle 22.30/23.00; poi, dopo una breve preghiera nella Cappellina delle Suore, tutti a nanna: nel sacco a pelo, per chi si fermava all’Oratorio, oppure a casa propria, se qualcuno lo preferiva.

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Certamente i momenti di preghiera non sono mancati, (al mattino, alla sera e prima dei pasti), infatti il nostro non era uno stare insieme fine a se stesso, solo tra un gruppo di amici: noi siamo un gruppo e siamo così unito, in primo luogo perché siamo amici del Signore e nel Signore.

Questa esperienza di vita comune l’ho vissuta con entusiasmo ed intensità, nonostante non abbia partecipato a tutte le attività proposte; infatti anche se la voglia di esserci sempre c’era, sono stata costretta a scegliere e prediligere alcuni momenti, per riuscire a conciliare questa esperienza con le altre attività che mi occupano parte del pomeriggio (in primo luogo lo sport e la musica, la famiglia), ma in questa mia scelta ho avuto la consapevolezza che “Non è la quantità, ma è la qualità” che fa la differenza.

I momenti che ho trascorso con gli altri adolescenti (che comunque non sono stati pochi!) oltre ad avermi lasciato un bel ricordo e un senso di gioia, mi sono anche serviti; sia perché motivo di crescita personale e spirituale, ma anche perché ho riallacciato vecchie amicizie, ho rinsaldato quelle che avevo già, ho conosciuto nuovi ragazzi e ragazze che prima magari per me erano solo “nomi”, ho imparato ad accogliere una ragazza che si è trasferita da poco qui in Italia, Magalì, che ha condiviso con noi questa esperienza.

Ma soprattutto quello che porterò nel cuore e che spero abbia colpito un po’ tutti noi e non solo noi, è l’atmosfera luminosa di amicizia e accoglienza che ha trasformato l’Oratorio, lo ha animato, reso vivo, perché l’Oratorio siamo noi e solo con noi l’ “Oratorio di mattoni” diventa bello, diventa la nostra casa.
In questi giorni davvero abbiamo respirato “uno stile di fraternità, di lavoro e di preghiera”, abbiamo davvero avuto la gioia di una “casa comune”, come ci aveva augurato il Cardinale Carlo Maria Martini, nel marzo 2002, nel lanciare alle parrocchie la proposta di nuove esperienze di convivenza.

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Come prima esperienza di vita comune in Oratorio penso che si sia svolta al meglio, soprattutto grazie alla disponibilità generosa e disinteressata di tante persone vicine a noi, che di cuore ringrazio a nome di tutti, a cominciare proprio dal don, da Chicco, Ica, Renza, i genitori, che non hanno avuto paura a spendere parte del loro tempo per noi adolescenti e per il Signore.

Nella speranza che l’esperienza venga riproposta anche in futuro, consiglio agli adolescenti che magari non hanno potuto/voluto partecipare a non perdere un’altra occasione simile: è vero che costa anche dei sacrifici mettere a disposizione il proprio tempo per stare con gli altri, ma vi assicuro che è tempo ben speso, senza contare che se proprio non riuscite ad esserci sempre, potete anche scegliere di partecipare solo ad alcuni momenti… è un peccato lasciar perdere occasioni simili, ottime per vivere insieme momenti davvero belli, di amicizia nella fede, l’amicizia più vera, perché è quella con Gesù.




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